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Dicembre Desenzano Verona terme di Colà di Lazzise

Archivio fotografico > 2009

DESENZANO del GARDA
Oltre al caratteristico centro storico, a Desenzano Del Garda possiamo ammirare:
il Duomo di santa Maria Maddalena, consacrata nel 1661, che conserva ancora oggi numerose opere d’arte;
il Castello, che è stato assunto come simbolo della cittadina, in quanto ne caratterizza lo skyline da molti chilometri di distanza;
la Chiesa di san Biagio, che si trova in località Rivoltella e che è stata più volte restaurata nel corso dei secoli;
il Porto Vecchio, cuore pulsante della vita economica  e sociale della cittadina per molti secoli;
le innumerevoli bellezze naturalistiche, che è possibile ammirare grazie a piacevoli passeggiate nella natura incontaminata.

Verona
Non si può pensare a Verona se non come allo scenario tragico della vicenda d’amore di Romeo e Giulietta.
Il dramma di Shakspeare ha certamente fatto la fortuna di Verona: una buona parte dell’economia della città si basa su questo “turismo romantico”, che trova la sua degna conclusione sotto al famoso balcone di Giulietta. Eppure identificare Verona come la città di Romeo e Giulietta ha nascosto altre bellezze di questa città, non a caso definita la “Porta d’Italia”, perché anticipa a chi proviene da nord, il volto, la bellezza, la sostanza del nostro Paese.

LE TERME a COLA'
di LAZISE
A Villa dei Cedri l’acqua calda è stata scoperta per una fortunata casualità avvenuta durante la gestione della SOGEO Spa. Nel 1989, volendo migliorare l’impianto d’irrigazione del parco, ci si accorse che l’acqua a disposizione non bastava per l’intera area di ben tredici ettari. L’allora amministratore della società, dr. Vittorio Nalin, decise di far perforare il terreno alla ricerca di falde acquifere, indicando anche il punto dove eseguire la trivellazione.I tentativi portarono a una scoperta sorprendente: a 160 e a 200 metri di profondità l’acqua scorreva abbondante su due falde diverse ma con una temperatura di 36,5 – 37 °C l’una e di 42 °C l’altra. La quantità trovata suppliva abbondantemente alle carenze d’acqua per l’irrigazione ma, data la temperatura, si aprivano nuove prospettive.
La fonte a 36,5 °C presentava un residuo fisso al di sotto dei 500 milligrammi per litro e venne certificata come oligominerale, l’altra a 42 °C con residuo fisso sui 1.000 milligrammi per litro, come minerale.




                                                                                                                                                                                                         
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